domenica 5 agosto 2012

SPECIALE ARTE E SPORT LONDRA 2012. Murray e Serena Williams d'oro nel tempio di Wimbledon

Il torneo olimpico di tennis sull’erba di Wimbledon, una delle location più suggestive di Londra 2012, ha regalato una grande sorpresa ai padroni di casa e una grande delusione al n. 1 del mondo, Roger Federer. Lo svizzero a 31 anni, solo un mese fa vincitore del torneo del Grande Slam per la settima volta battendo in finale in quattro set proprio lo scozzese Andy Murray, ha probabilmente detto addio al sogno di vincere un oro olimpico in singolare. Murray si è infatti aggiudicato il titolo olimpico battendo nettamente lo svizzero 6/2 6/1 6/4. Federer ha probabilmente risentito delle 4 ore e 25 minuti della semifinale vinta 19-17 su Juan Martin Del Potro. L’argentino, nella finale per il terzo posto, ha spento i sogni di medaglia del portabandiera serbo, Novak Djokovic battuto 7/5 6/4.
Tutto da pronostico, invece, nel torneo femminile: oro all’americana Serena Williams che ha liquidato in poco più di un’ora la russa Maria Sharapova. Bronzo alla n. 1 del mondo Victoria Azarenka. Per Serena bis d’oro anche in doppio in coppia con la sorella Venus. Anche per Murray doppietta di medaglie con l’argento vinto nel doppio misto con la Robson.
La leggenda narra che il circolo privato londinese All England Croquet, nato nel 1868 nel sobborgo di Wimbledon, non riuscendo a sostenersi finanziariamente con l’antico gioco francese di società, decise, dopo una riunione tra i soci, di dedicarsi anche alla nuova disciplina con le racchette cambiando, nel 1877, la ragione sociale in All England Croquet and Lawn Tennis Club, il tempio del tennis odierno (da Il gioco e lo sport nelle arti pittoriche. Dalle origini all’Ottocento di Tiziana Pikler).

I RISULTATI
Singolare maschile
Finale per l’oro: (3) A. Murray (GBR) b. (1) R. Federer (SVI) 6/2 6/1 6/4
Finale per il bronzo: (8) J. Del Potro (ARG) b. (2) N. Djokovic (SRB) 7/5 6/4

Singolare femminile
Finale per l’oro: (4) S. Williams (USA) b. (3) M. Sharapova (RUS) 6/0 6/1
Finale per il bronzo: (1) V. Azarenka (BLR) b. (14) M. Kirilenko (RUS) 6/3 6/4

Doppio maschile
Finale per l’oro: (1) M.B. Bryan (USA) b. (2) Llodra-Tsonga (FRA) 6/4 7/6
Finale per il bronzo: Benneteau-Gasquet (FRA) b. Ferrer-Lopez (SPA) 7/6 6/2

Doppio femminile
Finale per l’oro: S.V. Williams (USA) b. Hlavackova-Hradecka (R. CEC) 6/4 6/4
Finale per il bronzo: Kirilenko-Petrova (RUS) b. Huber-Raymond (USA) 4/6 6/4 6/1

Doppio misto
Finale per l’oro: Azarenka-Mirnyi (BLR) b. Robson-Murray (GBR) 2/6 6/3 10/8
Finale per il bronzo: Raymond-M.Bryan (USA) b. Lisicki-Kas (GER) 6/3 4/6 10/4

Lawn Tennis, 1887.
Illustrazione (Library of Congress, Washington)

sabato 4 agosto 2012

SPECIALE ARTE E SPORT LONDRA 2012. E’ Michael Phelps l’Atleta trionfante della XXX edizione dei Giochi

Il nuoto tra le corsie, all'Acquatic Center, si conclude con la medaglia olimpica n. 22 per Michael Phelps. Il cannibale di Baltimora ha conquistato l’oro nella staffetta 4x100 mista, con gli Stati Uniti davanti a Giappone e Australia. La personale bacheca dell'americano, alla sua ultima Olimpiade, vanta ora 18 ori, 2 argenti e 2 bronzi. È l’atleta con il maggior numero di allori olimpici in assoluto. Il precedente record apparteneva a Larisa Latynina. La ginnasta sovietica ha conquistato 9 ori, 5 argenti e 4 bronzi nell’arco di tre edizioni dei Giochi (Melbourne 1956, Roma 1960 e Tokyo 1964). A lei rimane comunque il primato del maggior numero di medaglie vinte a livello individuale: 14 contro le 13 di Phelps.
L’americano è invece l’unico uomo ad aver messo a segno la magica tripla, oro in tre Olimpiadi consecutive – Atene 2004, Pechino 2008 e Londra 2012 – in ben due gare, i 200 misti e i 100 delfino.
In campo femminile la storica tripla è riuscita solo a due nuotatrici, l’australiana Dawn Fraser nei 100 stile libero (Melbourne 1956, Roma 1960 e Tokyo 1964) e l’ungherese Kristina Egerszegi nei 200 dorso (Seul 1988, Barcellona 1992 e Atlanta 1996).
Phelps è così l’Atleta trionfante dello sport mondiale. Nel dipinto di Francesco Hayez, l’atleta tiene nella mano destra la palma della vittoria ed è collocato in un ambiente classicheggiante composto da un carro, quello del trionfo, e da un edificio con colonne doriche scanalate (da Il gioco e lo sport nelle arti pittoriche. Dalle origini all’Ottocento di Tiziana Pikler).

Francesco Hayez, L'Atleta trionfante, 1813.
Olio su tela, 225x152 cm.
Accademia Nazionale di San Luca, Roma

SPECIALE ARTE E SPORT LONDRA 2012. E’ il giorno di Oscar Pistorius

Per la prima volta un atleta paralimpico fa il suo esordio ai Giochi per normodotati. E' Oscar Pistorius che ha debuttato nei 400 metri passando il turno in batteria con il secondo tempo (45"44). Il sudafricano, che corre con speciali protesi in carbonio a entrambe le gambe, ha realizzato il suo miglior tempo stagionale.
In suo omaggio ecco la galleria dei francobolli di Londra 2012 dedicati ai Giochi Paralimpici.

Pallamano
Canottaggio














Tennis tavolo
Tiro con l'arco














Bocce
Sport equestri

venerdì 3 agosto 2012

SPECIALE ARTE E SPORT LONDRA 2012. Dal medioevo alle Olimpiadi: dalla scherma la metà del medagliere azzurro

La scherma continua a rimpinguare il medagliere italiano. Dopo l’oro del fioretto femminile a squadre delle ragazze del podio individuale, che ha permesso a Valentina Vezzali di diventare l’atleta italiana con il maggior numero di medaglie vinte ai Giochi, nove (superata l’altra jesina della scherma, Giovanna Trillini, che si è fermata a otto), è la volta della sciabola a squadre maschile che ha conquistato il bronzo contro la Russia, dopo aver perso in semifinale con la Corea del Sud, poi vincitrice dell’oro a scapito della Romania. Diego Occhiuzzi (argento nell’individuale), Aldo Montano e Luigi Samele (che nella finale per il terzo posto ha sostituito Luigi Tarantino, alla sua ultima competizione) hanno così conquistato la sesta medaglia della scherma, la dodicesima per il medagliere azzurro.
L’Italia era arrivata in semifinale dopo aver battuto la Bielorussia grazie all’impresa di Montano, giunto a Londra con un taglio di capelli quanto meno originale: God save the Queen è la scritta che si è fatto fare dietro la testa. Il livornese, all’ultimo assalto dei quarti di finale, sotto 36-40 è riuscito a vincere 45-44.
Una tradizione lunghissima quella della scherma che nel Medioevo comprendeva tutte le tecniche di offesa e di difesa antecedenti la scoperta della polvere da sparo. L’addestramento marziale comprendeva infatti tutte le forme di combattimento: a piedi e a cavallo, dalla lotta a mani nude all’utilizzo di tutti i tipi di armi bianche, così definite in contrapposizione alle armi da fuoco, dette nere (da Il gioco e lo sport nelle arti pittoriche. Dalle origini all’Ottocento di Tiziana Pikler).


Due schermidori con spada e brocchero.
Illustrazione del XIII secolo
(Royal Armouries, Leeds)


giovedì 2 agosto 2012

SPECIALE ARTE E SPORT LONDRA 2012. Prima medaglia del canottaggio: argento al due di coppia. I primi canottieri ritratti nell’arte sono stati i fratelli Biglin

E’ arrivata la prima medaglia dal canottaggio. A conquistare l'argento, nel bacino di Eton Dorney, è stato il due di coppia composto da Alessio Sartori e Romano Battisti. I due azzurri, entrambi della provincia di Latina, sono finiti dietro solo al fortissimo duo neozelandese (Nathan Cohen e Joseh Sullivan), ma davanti alla coppia slovena (Luka Spik e Iztok Cop).
Forse non tutti sanno che i primi canottieri ritratti in gara sono stati i fratelli John e Barney Biglin, a opera del primo pittore sportivo, Thomas Eakins (da Il gioco e lo sport nelle arti pittoriche. Dalle origini all'Ottocento di Tiziana Pikler).

Thomas Eakins, I fratelli Biglin in gara, 1872.
Olio su tela, 61,2x91,6 cm.
National Gallery of Art, Washington
Thomas Eakins, I fratelli Biglin al giro di boa

mercoledì 1 agosto 2012

SPECIALE ARTE E SPORT LONDRA 2012. Dai fiumi all'Olimpiade: oro di Daniele Molmenti nella canoa slalom

La terza medaglia d’oro italiana arriva dalla canoa slalom K1. A conquistare il massimo alloro olimpico è Daniele Molmenti, da Pordenone, nel giorno del suo 28esimo compleanno. La sua canoa, da lui stesso costruita e dipinta di rosso in onore della Ducati vista la sua passione per le moto, è finita davanti a Vavrinec Hradilek (Rep. Ceca) e Hannes Aigner (Germania). I primi passi in questa specialità, per tutti i canoisti, si muovono nei fiumi. Gli stessi rappresentati dagli impressionisti, come Gustave Caillebotte nei suoi Canottieri (Washington, National Gallery of Art). Il termine canoa deriva dal caraibico “canaoa”, che significa “tronco d’albero scavato” (da Il gioco e lo sport nelle arti pittoriche. Dalle origini all’Ottocento di Tiziana Pikler).

Gustave Caillebotte, Canottieri, 1877.
Olio su tela, 88,9x116,2 cm
National Gallery of Art, Washington

SPECIALE ARTE E SPORT LONDRA 2012. La favola olimpica di Zara Phillips: la prima medaglia della famiglia Windsor arriva in una disciplina regale come l’equitazione

Equitazione, argento nel concorso completo a squadre alla Gran Bretagna. Nel team inglese lei, Zara Phillips su High Kingdom. Nipote della regina Elisabetta II, Zara conquista la prima medaglia olimpica per la famiglia reale inglese. A premiare Zara proprio la madre, la principessa Anna, la prima della casa reale britannica a partecipare a un’Olimpiade (Montreal 1976, nella stessa disciplina della figlia), pur senza conquistare allori. La Gran Bretagna si è piazzata dietro alla Germania e davanti alla Nuova Zelanda nonostante un errore proprio di Zara che, nel salto a ostacoli, ha buttato giù una trave. Oltre a Zara la squadra inglese era composta da Tina Cook, Mary King e William Fox-Pitt. In tribuna a fare il tifo per Zara, tra i 50.000 spettatori, anche i cugini William, Kate ed Henry.
Una medaglia reale in una disciplina regale. Gli sport equestri sono entrati a far parte del programma olimpico a Parigi 1900 con il salto a ostacoli. Poi cancellati e successivamente reinseriti a Stoccolma 1912, da allora hanno sempre fatto parte dei Giochi. Fino al 1948 era una disciplina riservata solo agli uomini. Da Helsinki 1952 anche le donne sono state ammesse agli eventi misti, prima nel dressage, poi gradualmente nelle altre specialità (da Il gioco e lo sport nelle arti pittoriche. Dalle origini all’Ottocento di Tiziana Pikler).


Henri de Toulouse-Lautrec, Dressage, 1899.
Pastello colorato e carboncino su carta