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sabato 4 agosto 2012

SPECIALE ARTE E SPORT LONDRA 2012. E’ Michael Phelps l’Atleta trionfante della XXX edizione dei Giochi

Il nuoto tra le corsie, all'Acquatic Center, si conclude con la medaglia olimpica n. 22 per Michael Phelps. Il cannibale di Baltimora ha conquistato l’oro nella staffetta 4x100 mista, con gli Stati Uniti davanti a Giappone e Australia. La personale bacheca dell'americano, alla sua ultima Olimpiade, vanta ora 18 ori, 2 argenti e 2 bronzi. È l’atleta con il maggior numero di allori olimpici in assoluto. Il precedente record apparteneva a Larisa Latynina. La ginnasta sovietica ha conquistato 9 ori, 5 argenti e 4 bronzi nell’arco di tre edizioni dei Giochi (Melbourne 1956, Roma 1960 e Tokyo 1964). A lei rimane comunque il primato del maggior numero di medaglie vinte a livello individuale: 14 contro le 13 di Phelps.
L’americano è invece l’unico uomo ad aver messo a segno la magica tripla, oro in tre Olimpiadi consecutive – Atene 2004, Pechino 2008 e Londra 2012 – in ben due gare, i 200 misti e i 100 delfino.
In campo femminile la storica tripla è riuscita solo a due nuotatrici, l’australiana Dawn Fraser nei 100 stile libero (Melbourne 1956, Roma 1960 e Tokyo 1964) e l’ungherese Kristina Egerszegi nei 200 dorso (Seul 1988, Barcellona 1992 e Atlanta 1996).
Phelps è così l’Atleta trionfante dello sport mondiale. Nel dipinto di Francesco Hayez, l’atleta tiene nella mano destra la palma della vittoria ed è collocato in un ambiente classicheggiante composto da un carro, quello del trionfo, e da un edificio con colonne doriche scanalate (da Il gioco e lo sport nelle arti pittoriche. Dalle origini all’Ottocento di Tiziana Pikler).

Francesco Hayez, L'Atleta trionfante, 1813.
Olio su tela, 225x152 cm.
Accademia Nazionale di San Luca, Roma

lunedì 30 luglio 2012

SPECIALE ARTE E SPORT LONDRA 2012. Nel nuoto, attività preistorica, una cinese più veloce di Lochte e Phelps

Il dibattito se nello sport una donna potesse essere in grado di battere un uomo è ormai un classico. Una risposta affermativa è arrivata dal nuoto, dall’Acquatic Center di Londra, dove la 16enne cinese Ye Shiwen ha vinto l’oro nei 400 misti femminili con uno strepitoso 4'28"43, con un tempo migliore di quello del campione statunitense Ryan Lochte negli ultimi 50 metri. Lochte, che ha vinto la medaglia d’oro nei 400 misti maschile, ha dichiarato “Se avesse nuotato con me, mi avrebbe battuto”. La cinese ha vinto l’oro con il record del mondo grazie agli ultimi 50 metri stile libero percorsi in 28"93, 17" più veloce di Lochte. Nei suoi penultimi 50 metri, Ye è stata di 8” più veloce del plurimedagliato delle vasche, l’americano Michael Phelps. La cinese ha chiuso i 100 metri stile libero in 58"68. L’anno scorso, ai Mondiali di Shanghai, Ye aveva vinto i 200 misti a soli 15 anni.
Una donna non era mai riuscita prima a realizzare questi tempi e, trattandosi di un’atleta cinese, questi i risultati lasciano qualche dubbio legato al doping.
A noi piace sottolineare che se sorpasso lecito sia stato, questo è avvenuto in una delle pratiche atletiche che l’essere umano ha praticato fin dalla Preistoria perché semplicemente dettate dall’istinto di sopravvivenza come il saltare, il camminare e il correre. Alcuni graffiti risalenti all’Età della Pietra presentano infatti alcuni movimenti che possono considerarsi alla base del nuoto. La costrizione ad adattarsi all’ambiente di vita per procurarsi i mezzi di sussistenza o per sfuggire alle insidie che lo circondavano, hanno portato i nostri antenati a cercare di muoversi anche nell’acqua, dove sicuramente si trovavano a dover lottare, a doverla attraversare o superare. (da Il gioco e lo sport nelle arti pittoriche. Dalle origini all’Ottocento di Tiziana Pikler). La speranza è che nei risultati della cinese ci sia solo questo, l’istinto universale a migliorarsi, e non altro.

Graffito del Periodo Neolitico
(Tin Tazarift, Tassili degli Ajjeg, Algeria)
Caverne del nuotatore.
Graffito dell'Età della Pietra
(Wadi Sora, Egitto Sud Occidentale)