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domenica 12 agosto 2012

SPECIALE ARTE E SPORT LONDRA 2012. Bronzo nel trigon

L’Italvolley conquista il bronzo. Il sestetto guidato da capitan Savani, nella finale per il terzo posto, ha battuto la Bulgaria 3-1. Per il team azzurro è il terzo gradino del podio olimpico come a Los Angeles 1984 e Sydney 2000. A sorpresa il gradino più alto del podio è della Russia che, nella finale per l'oro, ha battuto 3-2 il favoritissimo Brasile, dopo aver salvato anche due match ball nel terzo set.
I giochi con la palla, di importazione e imitazione ellenica, erano praticati indistintamente da uomini e donne di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali. Il trigon, antenato della moderna pallavolo, era il gioco più popolare nella Roma imperiale. La sua rappresentazione più antica è contenuta nella Scena dei Campi Elisi (Tomba di via Quirino Majorana). Vi si cimentano tre giocatori, disposti agli angoli di uno spazio triangolare segnato a terra, dal quale non dovevano spostarsi. Ciascuno di loro doveva lanciare con una mano una palla, mentre con l’altra doveva afferrare quella scagliata a sorpresa, in rapida successione, da uno dei compagni, in modo da avere sempre le mani occupate. Non c’era divisione in squadre: l’obiettivo comune era quello di mantenere le sfere sospese in aria il più a lungo possibile (da Il gioco e lo sport nelle arti pittoriche. Dalle origini all’Ottocento di Tiziana Pikler).

Il gioco del Trigon.
Affresco, prima metà II sec. d.C.
Museo Nazionale Romano,
Terme di Diocleziano, Roma

venerdì 10 agosto 2012

SPECIALE ARTE E SPORT LONDRA 2012. Prima medaglia nella pygmachia: bronzo per Mangiacapre

Sconfitta in semifinale per Vincenzo Mangiacapre (cat. 64 kg.), battuto nettamente 15-8 dal cubano Iglesias Sotolongo. Medaglia di bronzo per l’azzurro perché nella boxe non è prevista la finale per il terzo posto. Il pugilato (pygmachia), una delle discipline più antiche dei Giochi, è stato inserito nel 688 a.C. nella XXIII Olimpiade, come gara per atleti adulti, che si svolgeva nella terza delle cinque giornate olimpiche. La disciplina è stata poi estesa alla categoria dei giovani nel 616 a.C. Apollo, avendo battuto Ares in un incontro, era considerato il dio dei pugili. Questa disciplina ha raggiunto rapidamente un alto livello di popolarità e i suoi protagonisti venivano visti con particolare favore. I pugili, nelle gare, si giocavano non solo la fama, ma la loro stessa vita. I combattimenti iniziavano a mezzogiorno e potevano durare ore, fino a quando uno dei contendenti non segnalava, alzando un dito, la sua resa. La vergogna, però, era tale che molti preferivano la morte in combattimento piuttosto che vivere dichiarandosi sconfitti (da Il gioco e lo sport nelle arti pittoriche. Dalle origini all’Ottocento di Tiziana Pikler).

Fanciulli pugilatori,
affresco, 1300 a.C.
Museo Nazionale
Archeologico, Atene
La stanza dei Fanciulli pugulatori