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domenica 23 giugno 2013

LA COPERTINA DI PINK POWER: SIMBOLISMO AL FEMMINILE

"Affido alla forza dei simboli la rappresentazione visiva di un fenomeno nuovo ed evidente: cresce il numero delle donne atlete elette a ricoprire cariche politiche e istituzionali. Una notizia di attualità che il libro racconta attraverso 13 interviste, ma non una moda destinata a passare. E per questo ho scelto di  raffigurare questo fenomeno con i simboli, che per definizione “mettono insieme” parti distinte e individuate in un modo che è riconoscibile e uguale per tutti e per sempre.  
Il cerchio con la croce attaccata in basso è la stilizzazione dello specchio di Venere, la dea dell’amore e della bellezza, ed è il femminile per eccellenza. Il tondo spezzato da una linea – interruzione di circuito – è il segno grafico che nei dispositivi elettronici indica la messa in pausa, lo “stand by” pronto a passare al “power”.
Le due figure si sovrappongono, i cerchi diventano uno solo, la linea verticale si allunga verso il centro: ne esce una terza immagine che mette insieme femminile e potere: il “potere rosa”.  Infine, la corona, che è alloro e ulivo,  evoca la dimensione del trionfo, sportivo e politico. 
Simboli della Grecia antica e della nostra era digitale insieme per raccontare, ci auguriamo,  l’inizio di un’altra storia".
Elena Delfino
(Giornalista e pittrice)

La copertina di PINK POWER

domenica 5 agosto 2012

SPECIALE ARTE E SPORT LONDRA 2012. Usain Bolt vince lo stadion

E’ Usain Bolt il vincitore della gara regina dei Giochi, i 100 metri. Il giamaicano ha vinto l’oro olimpico con 9”63, record olimpico. Doppietta per la Giamaica con l’argento di Yohan Blake (9”75). Bronzo all'americano Justin Gatlin (9”79).
Anche nell’antica Grecia le gare di corsa si svolgevano nello stadio, nel pomeriggio del terzo giorno delle Olimpiadi. Le corse a piedi erano di tre tipologie: il dolichos, la corsa lunga corrispondente all’attuale distanza del fondo; il diaulos una sorta di gara di mezzofondo; lo stadion, la gara di velocità. Quest’ultima è stata la prima disciplina olimpica e, come tale, la più prestigiosa, proprio come i moderni 100 metri. I greci denominavano infatti ogni Olimpiade con il nome del vincitore di questa gara. la distanza da percorrere era di 600 piedi (192,27 metri) pari, secondo la leggenda, a 600 orme o misure del piede di Eracle (da Il gioco e lo sport nelle arti pittoriche. Dalle origini all’Ottocento di Tiziana Pikler).

Stadion, 530 a.C.
Anfora panatenaica con figure nere
(Metropolitan Museum of Art, New York)